È sempre entusiasmante quando un nuovo gioco viene annunciato, soprattutto se ci sono di mezzo gatti. Durante i Game Awards, Catly ha catturato l’attenzione di molti con un trailer intrigante e uno stile che punta sull’iperrealismo. Ma dietro colori sgargianti e promesse accattivanti, iniziano a emergere dettagli che meritano un’analisi più approfondita. Hai mai pensato a cosa potrebbe nascondersi dietro la facciata di un progetto così ambizioso?
Catly: gatti, estetica e tanto metaverso
Partiamo dalle basi: Catly è un gioco MMO in uscita nel 2025, dove i giocatori potranno interagire con gatti in un ambiente esplorativo che punta sull’estetica e il cozy. Fin qui sembra tutto fantastico, vero? Tuttavia, osservando il trailer e il sito ufficiale, emergono dettagli che meritano attenzione. Alcuni dettagli grafici, come i movimenti di cappelli e borse, fanno pensare a un uso massiccio di IA generativa. E fin qui, potresti dire, “nulla di male”.

Il problema è che la presenza di elementi come NFT e blockchain è stata confermata. Questo significa che il gioco non sarà solo un’esperienza visiva, ma un terreno fertile per economie digitali. Ti suona familiare? Ricordi i famosi CryptoKitties?
NFT e blockchain: un connubio non sempre trasparente
Gli NFT, o gettoni non fungibili, sono certificati digitali che attestano la proprietà esclusiva di un bene su blockchain, rendendolo unico e tracciabile. In Catly, questo potrebbe tradursi nella compravendita di accessori, gatti personalizzati o altri contenuti. Ma chi c’è dietro questo progetto?
Thomas V., produttore di successi come League of Legends e Arcane, è tra i sostenitori di Catly. Tuttavia, i suoi investimenti rivelano un forte interesse per NFT, Web 3.0 e il modello play-to-earn. Questo non è necessariamente un male, ma è bene sapere che il gioco punta chiaramente a integrare questi elementi.
Un passato (poco) trasparente
Scavando un po’ più a fondo, emerge un’altra curiosità: Catly è sviluppato da Super Authent’n Co, una società con sede a Singapore, attiva da poco più di un anno. Non è la loro prima avventura. Il loro passato include progetti come Alenms, un metaverso incentrato sulla simulazione della vita dei gatti, e Planty, un gioco basato su NFT legati al mondo botanico.
Curiosamente, alcune immagini di Catly sembrano essere riciclate da Planty, suggerendo un utilizzo di asset non del tutto nuovo. Cambiare nome e riutilizzare asset è comune nell’industria, ma non è proprio sinonimo di trasparenza, non trovi?
Preoccupazioni o opportunità?
Quindi, Catly è davvero un progetto rivoluzionario o semplicemente una mossa commerciale ben confezionata? Dipende da come lo guardi. Se sei un appassionato di NFT, potresti vedere in Catly un’opportunità per investire e guadagnare. Ma se cerchi un gioco con meccaniche semplici e senza secondi fini, potrebbe non essere ciò che ti aspetti.
E poi c’è il problema dell’IA generativa: è uno strumento potente, ma quando utilizzato per creare interi mondi, può far sorgere dubbi sull’originalità e sulla qualità complessiva del prodotto.
E tu cosa ne pensi? Sei incuriosito da Catly o le sue caratteristiche ti lasciano qualche dubbio? Raccontaci nei commenti cosa ne pensi di giochi che mescolano metaverso, NFT e IA generativa. E se l’argomento ti appassiona, condividi l’articolo e seguici sui nostri canali social per rimanere aggiornato!