Delta Force non è solo il nome di una delle forze militari speciali degli Stati Uniti, ma anche di una famosa serie di videogiochi lanciata per la prima volta nel 1998. Questa serie è diventata popolare grazie alle innovazioni grafiche e al modo realistico di rappresentare le tattiche militari. Questa serie è diventata popolare grazie alle innovazioni grafiche e al modo realistico di rappresentare le tattiche militari. Se ti piaceva giocare a fare il soldato in quei tempi, saprai di cosa stiamo parlando: missioni pericolose, grandi campi di battaglia e un sacco di azione.
Dai voxel ai poligoni: come è cambiata la grafica della serie
Il primo Delta Force, uscito nel 1998 e creato da Novalogic, aveva una grafica molto speciale per quei tempi. Usava una tecnologia chiamata Voxel Space, che permetteva di creare paesaggi molto ampi. Certo, i dettagli non erano incredibili, ma l’effetto finale era comunque sorprendente per un gioco militare.
Le missioni di Delta Force ti portavano in diverse parti del mondo: Perù, Indonesia, Siberia e altri posti, e il tuo obiettivo era quasi sempre combattere contro i nemici, distruggere obiettivi o salvare ostaggi. Ad esempio, una missione memorabile consisteva nel liberare degli ostaggi in un campo nemico nascosto nella giungla. Ma la cosa che piaceva di più era la libertà che avevi nelle missioni: potevi scegliere tu come affrontare i nemici, senza percorsi obbligati, a differenza di altri giochi dell’epoca che spesso imponevano percorsi lineari. Questo approccio era davvero innovativo e ha influenzato molti giochi successivi.
Realismo e difficoltà: missioni toste e compagni “inutili”
Novalogic si vantava di aver lavorato con un vero soldato, Jeff Beat, per rendere il gioco il più realistico possibile. Questo voleva dire usare armi vere e missioni ispirate a fatti reali. Ma a volte il gioco sembrava più un semplice sparatutto che una vera simulazione tattica. I nemici avevano delle hitbox (cioè l’area che poteva essere colpita dai proiettili) molto grandi, quindi bastava sparare nella loro direzione per colpirli.

E poi c’erano i nostri “mitici” compagni di squadra: Alpha 2 e Charlie One, che avevano una mira davvero pessima e non erano molto utili. Però, anche se non erano molto bravi, la loro presenza ci faceva sentire parte di una squadra, e questo rendeva il gioco più coinvolgente.
Dalla demo al successo: il boom del multiplayer
La demo del primo Delta Force, uscita nell’ottobre del 1998, ebbe un grande successo, con oltre 100.000 download in poche settimane, un numero molto alto se consideriamo che all’epoca la connessione internet era molto lenta. La versione completa uscì poco dopo, e il gioco piacque molto grazie all’azione militare e ai grandi scenari di gioco.
Il vero successo arrivò però con il multiplayer. Delta Force permetteva di fare battaglie fino a 32 giocatori online, creando veri campi di battaglia. Questo numero di giocatori era davvero impressionante per l’epoca e rappresentava un’innovazione significativa nel mondo del multiplayer. Nei primi mesi, furono giocate oltre 4 milioni di partite sui server ufficiali di Novalogic, un numero enorme per quel periodo.

I sequel: sempre più grande, ma con lo stile di Novalogic
Il successo di Delta Force portò alla nascita di diversi sequel. Delta Force 2, uscito nel 1999, aveva una grafica migliorata e nuove funzionalità come il supporto ai 3D accelerators, che rendevano le texture e gli effetti grafici più belli. Inoltre, c’era anche il Mission Editor, che permetteva ai giocatori di creare e condividere le proprie missioni.
Con il passare del tempo, la serie cercò di stare al passo con le nuove tecnologie: Delta Force: Land Warrior fu il primo gioco della serie con una grafica completamente 3D, abbandonando i voxel per passare ai poligoni, come facevano altri giochi. Questo passaggio ai poligoni ha permesso una maggiore complessità nei modelli e negli ambienti, rendendo il gioco visivamente più moderno. Questo cambio era necessario, anche se faceva perdere un po’ del fascino unico dei primi giochi.
Uno dei titoli più famosi della serie, Delta Force: Black Hawk Down, uscì nel 2003 e si ispirava al film omonimo. Questo gioco aveva una grafica migliorata e missioni più intense e strutturate, un cambiamento rispetto ai capitoli precedenti che erano più liberi.
Il declino e un futuro incerto
Dopo l’uscita di Delta Force: Extreme 2 nel 2009, la serie iniziò a perdere popolarità. I gusti dei giocatori stavano cambiando e la tecnologia avanzava. Novalogic provò a sviluppare un nuovo gioco, Delta Force: Angel Falls, ma il progetto non fu mai completato. Alla fine, la società chiuse nel 2016 e i diritti della serie furono acquistati da THQ Nordic.

Solo di recente, nel 2023, si è tornati a parlare di Delta Force. Tencent ha annunciato un reboot della serie, cercando di riportare in vita lo spirito dei primi giochi ma adattandolo ai tempi moderni. Promettono una combinazione di multiplayer e campagna per giocatore singolo, con l’obiettivo di competere con giochi come Battlefield e Call of Duty. Vedremo se riusciranno a far tornare Delta Force ai fasti di un tempo.
Perché Delta Force merita ancora attenzione?
Delta Force è una parte importante della storia dei videogiochi. Un tempo in cui i giochi non avevano bisogno di grafiche perfette o storie complicate per essere emozionanti. Ciò che offrivano era la libertà di scelta, grandi scenari da esplorare e la sensazione di far parte di qualcosa di importante, anche solo per la durata di una missione. I primi giochi oggi possono sembrare semplici, ma per chi li ha giocati all’epoca erano incredibili e hanno mostrato per la prima volta cosa poteva fare il multiplayer online.
Se ti è venuta voglia di riprovare questi giochi, sappi che sono ancora disponibili su Steam e possono funzionare anche sui computer moderni. Chi lo sa, magari incontrerai qualche vecchio fan pronto per un’altra battaglia nostalgica.
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