Hai mai notato che sempre più personaggi femminili nei videogiochi hanno tratti più squadrati, mascelle pronunciate e una struttura del viso che sembra meno morbida rispetto al passato? Non sei il solo. Dietro questa tendenza potrebbe esserci un motivo ben preciso: Unreal Engine Metahuman, uno strumento che sta rivoluzionando il design dei personaggi nei videogiochi… ma forse non nel modo che ti aspetti.
Metahuman di Unreal Engine: una tecnologia rivoluzionaria, ma con un problema di fondo
Da quando Epic Games ha lanciato Metahuman, creare personaggi iperrealistici è diventato più facile e accessibile per gli sviluppatori. Questo software permette di generare modelli altamente dettagliati in pochi click, accelerando il processo di creazione. Ma c’è un dettaglio che sta facendo discutere: i modelli femminili di base tendono ad avere tratti più androgini, con mascelle squadrate, zigomi pronunciati e lineamenti che richiamano una fisionomia più maschile.
Secondo alcuni sviluppatori che hanno analizzato il software, queste caratteristiche non sono necessariamente volute, ma sono il risultato di una modellazione standardizzata che tende a neutralizzare le differenze tra i generi. In pratica, gli artisti devono lavorare di più per rendere un personaggio femminile visivamente più vicino agli standard estetici a cui i giocatori sono abituati.

Dalla mascella squadrata alle proporzioni del corpo: cosa sta succedendo?
Il problema non si limita solo ai volti. Anche il corpo dei personaggi femminili in molti giochi recenti appare meno curvilineo e più lineare, con proporzioni che sembrano allontanarsi dai canoni estetici storicamente usati nel gaming. Se ci pensi, personaggi iconici come Lara Croft o Jill Valentine avevano un design che puntava molto sulla riconoscibilità femminile, mentre oggi molti personaggi sembrano avere una silhouette meno definita.
Un esempio? Dai un’occhiata ai protagonisti femminili di alcuni titoli recenti: le differenze con i personaggi maschili sono meno marcate rispetto ai giochi di qualche anno fa. E non si tratta solo di una scelta artistica, ma anche di come vengono creati i modelli di base nei software di sviluppo.
Realismo o tendenza del settore?
Qui nasce la vera domanda: questo fenomeno è il risultato di un’evoluzione naturale nel design dei videogiochi o è semplicemente una conseguenza del modo in cui strumenti come Metahuman generano i modelli?
Epic Games ha sempre puntato sul realismo, e non è un caso che i suoi strumenti cerchino di rappresentare volti e corpi in modo più neutrale. Tuttavia, se il risultato finale è quello di rendere tutti i personaggi femminili più simili tra loro, allora il rischio è di perdere una parte della diversità stilistica che ha sempre caratterizzato il mondo del gaming.
Eppure, quando si tratta di personaggi maschili, le proporzioni classiche rimangono: spalle larghe, mascelle scolpite e fisici atletici. Quindi, la vera domanda è: se il realismo è il vero obiettivo, perché questa differenza?
L’effetto sui giocatori e l’importanza della varietà nel design
Il modo in cui un personaggio viene rappresentato in un videogioco non è solo una questione estetica. Ha un impatto sulla percezione e sul coinvolgimento del giocatore. I personaggi femminili hanno sempre avuto una varietà di design che li ha resi iconici e facilmente riconoscibili, ma se il trend attuale continua, potrebbe portare a una perdita di originalità nel design dei videogiochi.
E qui entri in gioco tu: preferisci una maggiore fedeltà realistica o credi che sia importante mantenere una distinzione più marcata tra i vari personaggi?
E ora tocca a te
Questo tema sta diventando sempre più centrale nel mondo del gaming e il dibattito è aperto. Pensi che la tendenza a creare personaggi femminili con tratti più androgini sia un passo avanti o credi che si stia perdendo un elemento importante del design nei videogiochi? Facci sapere la tua opinione nei commenti e condividi questo articolo con chi potrebbe essere interessato alla discussione!